22 febbraio 2015

Da poco trasferita nel nuovo studio, mi decido non senza fatica a mettere su tela un’immagine che da tempo mi vaga per la mente. Il trasloco è stato faticoso, troppo veloce e convulso, ma ho finalmente organizzato gli spazi come desideravo. Cominciamo!

 

 

Bozza

Bozza

Inizio con una bozza a matita schizzata veleocemente giusto per creare l’impressione generale del dipinto, e soprattutto per valutare la composizione dell’insieme. Spesso le mie bozze sono uno schizzo privo di particolari, in cui mi concentro però sugli aspetti che voglio siano salienti nel quadro, in questo caso l’aria famelica degli incubini e l’espressione preoccupata e sconcertata del Ranino. I dettagli verranno man mano che il dipinto si svilupperà, poichè le forme assumono uno spazio molto diverso sulla tela rispetto al foglio di carta.

 

 

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Come si può vedere, il tratto sulla tela ha mantenuto l’impostazione iniziale: stesse forme degli incubini e del ranino, completamente rivista la vegetazione su cui si trova il ranino. Per questo tappeto vegetale userò dei colori molto forti, quasi sintetici.

 

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Pianificazione dei colori. L’ambientazione è notturna e scelgo come sfondo un blu molto scuro e denso, mentre per gli incubini i colori sono il rosso, come ogni demonietto che si rispetti, un verde acqua marcia stagnante per dare senso di morte, ed un rosa chiaro che sarà variegato di altre tonalità di rosa. Per l’ultimo incubino voglio dare l’idea di artificiosità, creando contrasto fra i colori e le forme manga e l’atteggiamento tutt’altro che simpatico e pacioccone. Per il Ranino le possibilità sono due: essendo il turchese il mio colore preferito, lo metto come prima scelta; temo però che non crei buon contrasto tra lo sfondo, che comunque rimane nelle tonalità del blu, e le foglie su cui poggia, quindi mi tengo l’arancione come sconda scelta. anche l’arancione è uno dei miei colori prediletti.

 

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Stendo il colore di sfondo. questa è la prima mano.

 

 

 

 

 

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