28 Febbraio

Oggi mi dedico ai connotati: sembra una stupidaggine, ma in realtà l’attenzione in questa fase deve rimanere al massimo: basta infatti una minima, impercettibile sbavatura, un’incertezza che si traduce in un eccesso di colore, che l’espressione del personaggio cambia. Ed essendo un dipinto in cui l’emozione trasmessa dalle facce rappresenta il fulcro, non posso lasciare che in questo passaggio la mente vaghi tra le nuvole!!!

 

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Per il Ranino, occhio pallato e sguardo preoccupato rivolto verso la spaventosa congrega appollaiata sul ramo sopra la sua testa. Pupillone nero di Marte, punto luce posizionato in modo da seguire una diagonale perfetta in direzione Incubini. Saranno anche pupazzetti, ma richiedono massima attenzione e dignità nella realizzazione. Non è la pittura un mezzo per rendere reale l’immaginario? Se no, meglio lasciar perdere.

 

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Per il primo Incubino, una bella dentatura gialla, occhio iniettato, bava sgocciolante e sicuramente un alito capace di sterminare un intero quartiere.

 

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Per il secondo, sguardo allucinato, fisso e dentini lunghi simil-squalo. Ho rifinito i contorni della bocca, le occhiaie, le rughe, fatto i buchi delle narici e tutte le ombre, usando un grigio ferro ottenuto miscelando il bianco con il solito nero di Marte, in piccola quantità. Pienamente riuscito l’aspetto molliccio e lo sguardo del tutto vuoto.

 

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La terza ha una faccia manga. Ho aggiunto del viola alle screziature, ed ho appena velato di giallo panna i dentini aguzzi. Gli occhi non sono riusciti esattamente come volevo nella forma, che avrei preferito più regolare, ma l’espressione famelica mi sembra centrata.

 

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Il trio finito.

Riguardo l'autore

Se dipingendo e disegnando do vita ad illusioni, tanto vale sceglierle morbide, colorate e gentili. E se ci sono spazi di profondità, voglio che mostrino comunque un cuore lieve.