26 febbraio.

Con molta lentezza, si prosegue. Lentezza immotivata, poichè l’acrilico è un materiale estremamente facile nella sua gestione, versatile ed amichevole, rapido nell’asciugare; vista la lentezza con cui procedo, tanto varrebbe usare l’olio!!! Eppure, l’olio mi piace poco a causa dei medium perlopiù tossici e puzzolenti che richiede: così va a finire che utilizzo l’acrilico con la stessa metodica dell’olio, fatta di passaggi lenti, tante velature, e correzioni dei particolari. Oggi mi sono concentrata sui tre Incubini.

 

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Di che colore può essere un demonietto, se non rosso? Ho scelto un rosso cadmio a 3/4 miscelato con magenta per 1/4, in modo da dare una tonalità calda e vellutata.

 

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Ho dipinto ombre, contorni e zampine in rosso scuro, aggiungendo al colore una minima punta di nero di Marte, ne basta davvero pochissimo. Poi è stata la volta della bocca e della lingua con annessa bavetta sgocciolante.  Per queste ho usato del magenta cui ho aggiunto metà bianco per la bocca ed 1/3 di bianco per la lingua,

 

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Per il compagno di merende accanto, il colore scelto è un verde acqua sporco : 3/4 bianco, 1/4 tra giallo e ciano in parti uguali, e solito nero di Marte da aggiungersi pochissimo per volta, finchè non si ottiene il colore polveroso quanto basta. Le quantità di ogni singolo colore sono ovviamente approssimative, e come al solito quando preparo colori così compositi, mi ritrovo una badilata di colore con cui di incubini ne potrei colorare una intera città…!

 

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Ecco l’altro del gruppo famelico. Rosa, per la forma rotondetta e gli occhioni luccicanti. Ma non sono luccicanti di gioia e dolcezza, bensì di fame. Quando l’apparenza inganna! La proporzione è 3/4 bianco ed 1/4 magenta.

 

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Aggiungo al colore di base screziature magenta più scuro, e già che ci sono aggiungo allo stesso colore un filo di rosso con cui dipingerò la lingua. Rotondetta anch’essa, ed anch’essa sbavante di fame. Per questo incubino mi sono ispirata al Mr Dob di Takahashi Murakami.

Riguardo l'autore

Se dipingendo e disegnando do vita ad illusioni, tanto vale sceglierle morbide, colorate e gentili. E se ci sono spazi di profondità, voglio che mostrino comunque un cuore lieve.